mercoledì 29 maggio 2013

Alternative all'espresso - Parte 2

Eccoci di nuovo ad imparare una nuova, buonissima alternativa al solito caffé espresso; oggi prenderemo in esame una ricetta molto in voga negli stabilimenti balneari italiani (sperando che sia di buon auspicio e che faccia arrivare l'estate): il caffè shakerato.

Ingredienti:

  • Due tazzine di caffè espresso bollente
  • Zucchero di canna liquido o grezzo q. b.
  • 8/10 cubetti di ghiaccio
Mettere nel congelatore due bicchieri da Martini; inserire nello shaker 8/10 cubetti di ghiaccio e lo zucchero di canna a nostro piacimento. Subito dopo aggiungere le due tazzine di caffè bollente nello shaker e iniziare immediatamente a shakerare, per evitare che il ghiaccio si sciolga. Agitare per circa 10 secondi e servire nei bicchieri congelati filtrando il liquido per evitare che i pezzi di ghiaccio finiscano nel bicchiere.

Un'alternativa più golosa si può ottenere aggiungendo nello shaker liquori come Baileys o Sambuca.



venerdì 24 maggio 2013

Pubblicità progresso

Questo spot non è molto inerente agli argomenti trattati nel blog, ma credo che ognuno di noi debba condividerlo...a voi la decisione.



Alternative all'espresso - Parte 1

Come anticipato nel post precedente ho deciso di dedicarmi ad alcune ricette di gustosissime alternative al classico caffè espresso (lungo o corto che sia) o al cappuccino.

Oggi iniziamo con il caffè marocchino, o semplicemente "marocchino";
ingredienti per una tazza:
  • 1 caffè espresso,
  • 2 cucchiai di cacao in polvere,
  • latte q. b.
  • zucchero (a piacimento)
Preparare il caffè espresso (con la moka o con la macchina del caffè) e versarlo in una tazzina trasparente leggermente più grande della tazzina che si usa di solito per il caffè. Spolverare con un cucchiaio di cacao e aggiungere la crema di latte montata fino a colmare la tazzina. Infine spolverare nuovamente con il restante cacao e aggiungere lo zucchero a piacimento.
Per i più golosi è possibile anche aggiungere una spruzzata di panna montata ricoperta da cioccolato fuso.


martedì 21 maggio 2013

La cultura del caffè nell'Italia del 2013

Oggi quando diciamo ad un amico "andiamo a prenderci un caffè?" solitamente intendiamo passare del tempo insieme davanti ad una tazzina di caffè caldo parlando del più e del meno, raccontandoci cosa ci è successo negli ultimi giorni, ragionando su qualche nostro progetto, magari chiedendo un consiglio per qualcosa che riteniamo essere importante; potremmo dire che il caffè per noi è diventato una scusa per passare del tempo con qualcuno in maniera informale sia stando comodamente seduti al tavolo sia in piedi davanti al bancone del bar. Proprio quest'ultimo modo di consumare caffè ci rende diversi dalle altre culture, infatti molti popoli consumano caffè al giorno d'oggi, ma solitamente in altri Paesi è costume sedersi per bere un caffè, mentre noi italiani possiamo anche entrare in un bar, bere un caffè al bancone ed uscire in meno di cinque minuti per andare in ufficio o a prendere untreno. Un'altra occasione tipicamente italiana per bere un caffè è quando andiamo a fare visita ad un parente o un amico e la prima cosa che il padrone di casa ci dirà è sicuramente "ti offro un caffè?"; in questo senso caffè può essere inteso come sinonimo di cortesia, di accoglienza, infatti siamo soliti offrire caffè a chiunque varchi la soglia di casa, da un amico fraterno, a un conoscente fino al tecnico del frigorifero.Proprio la nostra passione per questa bevanda ha fatto sì che in quasi tutti i bar italiani ci sia una vastissima scelta di caffè. Infatti già quando andiamo a prenderci un espresso ci troviamo davanti un ventaglio di possibilità che vanno da quello classico, il tipico caffè italiano servito nella tazzina di ceramica, corto (al massimo 20/25 ml); a quello al vetro, e cioè un espresso servito in una tazzina di vetro con manico colitamente di acciaio; all'espresso doppio, ossia un caffè da 50 ml in una sola tazzina; al ristretto, vale a dire un caffè da meno di 25 ml; al caffè lungo, cioè superiore a 25 ml.

Oltre a queste varietà "semplici" ne esistono molte altre più elaborate che esamineremo nel dettaglio nei prossimi post.

mercoledì 13 marzo 2013

Caffè "insolito"

Dopo lungo meditare ho concluso che l'argomento della mia tesi di laurea sarà...(rullo di tamburi)...il caffè!
E qui nasce il problema di cercare e raccogliere informazioni su internet, libri, video, documentari, e chi più ne ha, più ne metta.

Proprio navigando in rete ho trovato articoli che hanno a dir poco dell'incredibile, infatti pare che i caffè più cari al mondo provengano dalle feci dello zibetto delle palme; questo simpatico animaletto è originario dell'Indonesia (dove viene comunemente chiamato "Luwak") e pare sia ghiotto di bacche di caffè che, nel suo stomaco, grazie ad un particolare processo digestivo, tostano i chicchi di caffè dandogli un gusto zuccherino e dolciastro. I chicchi, come avrete dedotto, vengono recuperati direttamente dalle feci della tenera bestiola e ovviamente lavati.
Quello che è veramente sconvolgente, almeno a mio parere, è che questo caffè viene venduto a circa 85€ all'etto! Sinceramente non l'ho mai assaggiato e penso sia davvero buono se la gente è disposta a pagare tanto, ma devo ammettere che la cosa un po' mi ha spiazzato.

Dopo alcuni minuti di shok iniziali ho continuato con le mie ricerche e ho deciso di approfondire la questione caffè e feci.
Pare che l'idea si sia diffusa, infatti un imprenditore canadese ha deciso di investire ben 300 000 dollari per acquistare degli elefanti tailandesi per produrre caffè; la domanda sorge spontanea ma, dato il tema del post, è retorica: come può un elefante produrre caffè? Ovviamente attraverso le sue feci, infatti il proprietario ha scoperto che il processo digestivo degli elefanti è molto simile a quello dello zibetto e quindi, dando da mangiare ai suoi pachidermi anche piante di caffè con bacche mature, il rivestimento esterno delle bacche viene smaltito grazie ai succhi gastrici e quello che "esce" è caffè meno amaro e già tostato.

A questo punto mi sono fermata per interrogarmi sull'inserire o meno queste varietà alternative nella mia tesi e sono giunta alla conclusione che è meglio fermarmi al Caffè delle Terre Alte di Huehuetenango e al Caffè Selvatico della Foresta di Harenna.