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venerdì 31 maggio 2013

I luoghi del neorealismo

Come tutti i grandi artisti, anche i neorealisti italiani si riunivano solitamente in "circoli" per discutere i temi principali delle loro opere e della società in cui vivevano. Nell'immediato dopoguerra e negli anni precedenti alla ripresa economica del nostro Paese, Roma era diventata il fulcro di artisti di tutti i generi e, ovviamente, anche dei neorealisti. 
Questi personaggi erano soliti riunirsi in osterie e locali compresi nel triangolo tra Piazza di Spagna, via Margutta e via Ripetta; qui sorgevano osterie come l'Osteria dei Pittori (oggi diventata "Caffè dei Pittori", un bar in via Flaminia molto frequentato dagli studenti delle vicine facoltà di Architettura e Mediazione Linguistica), l'Osteria dei Fratelli Menghi o il bar Luxor (che in seguito sarebbe diventato il "Canova").


Alcuni artisti come Calvino hanno affermato di aver preso l'ispirazione per le loro storie proprio da discorsi e discussioni a cui avevano partecipato in questi locali nel centro di Roma, come per esempio Il Barone Rampante. Questi bar ed osterie erano frequentati da artisti di ogni genere; si andava dai pittori che inizialmente, non avendo soldi per pagare il conto, offrivano le proprie opere in cambio di una cena, ai registi come Fellini, Rossellini, Monicelli accompagnati da artisti del calibro di Anna Magnani.


Consiglio caldamente a tutti di visitare questi luoghi storici dove si respira ancora oggi quell'atmosfera allegra e piena di vita che li ha caratterizzati per molti anni.
Raggiungerli è molto semplice, basta prendere la linea delle Metro A, fermata Flaminio-Piazza del Popolo e godersi una bella passeggiata per le vie del centro.

martedì 21 maggio 2013

La cultura del caffè nell'Italia del 2013

Oggi quando diciamo ad un amico "andiamo a prenderci un caffè?" solitamente intendiamo passare del tempo insieme davanti ad una tazzina di caffè caldo parlando del più e del meno, raccontandoci cosa ci è successo negli ultimi giorni, ragionando su qualche nostro progetto, magari chiedendo un consiglio per qualcosa che riteniamo essere importante; potremmo dire che il caffè per noi è diventato una scusa per passare del tempo con qualcuno in maniera informale sia stando comodamente seduti al tavolo sia in piedi davanti al bancone del bar. Proprio quest'ultimo modo di consumare caffè ci rende diversi dalle altre culture, infatti molti popoli consumano caffè al giorno d'oggi, ma solitamente in altri Paesi è costume sedersi per bere un caffè, mentre noi italiani possiamo anche entrare in un bar, bere un caffè al bancone ed uscire in meno di cinque minuti per andare in ufficio o a prendere untreno. Un'altra occasione tipicamente italiana per bere un caffè è quando andiamo a fare visita ad un parente o un amico e la prima cosa che il padrone di casa ci dirà è sicuramente "ti offro un caffè?"; in questo senso caffè può essere inteso come sinonimo di cortesia, di accoglienza, infatti siamo soliti offrire caffè a chiunque varchi la soglia di casa, da un amico fraterno, a un conoscente fino al tecnico del frigorifero.Proprio la nostra passione per questa bevanda ha fatto sì che in quasi tutti i bar italiani ci sia una vastissima scelta di caffè. Infatti già quando andiamo a prenderci un espresso ci troviamo davanti un ventaglio di possibilità che vanno da quello classico, il tipico caffè italiano servito nella tazzina di ceramica, corto (al massimo 20/25 ml); a quello al vetro, e cioè un espresso servito in una tazzina di vetro con manico colitamente di acciaio; all'espresso doppio, ossia un caffè da 50 ml in una sola tazzina; al ristretto, vale a dire un caffè da meno di 25 ml; al caffè lungo, cioè superiore a 25 ml.

Oltre a queste varietà "semplici" ne esistono molte altre più elaborate che esamineremo nel dettaglio nei prossimi post.