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domenica 2 giugno 2013

Alternative all'espresso - Parte 4

Oggi esamineremo la ricetta di un caffè insolito, che sinceramente non ho mai provato, ma che credo valga la pena citare, dal momento che la ricetta è tipicamente italiana ed ha origini antiche che risalgono al periodo di dominazione austriaca. 
Detto ciò vi invito a sperimentare il caffè imperiale seguendo la mia ricetta!

Ingredienti per una tazza:
  • mezza tazzina di caffè molto forte
  • 1 tuorlo d'uovo
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • mezzo bicchiere di latte
  • 1 bicchierino di brandy
La preparazione di questa ricetta è molto semplice, infatti basta sbattere il tuorlo d'uovo con lo zucchero (come si fa per lo zabaione) ed aggiungere il brandy, infine si riscalda il latte e si aggiunge al tutto insieme al caffè bollente. Solitamente viene servito o in un bicchiere o in una tazza da punch.

Una variante più sfiziosa prevede l'aggiunta di panna montata sopra al caffè e un po' di cioccolato fuso; recentemente si sta diffondendo la tendenza ad aggiungere il sapore della menta al caffè, quindi, per gli amanti di questo accoppiamento, il caffè imperiale può essere "corretto" con lo sciroppo alla menta (da inserire direttamente nel caffè o da usare per guarnire).


venerdì 31 maggio 2013

I luoghi del neorealismo

Come tutti i grandi artisti, anche i neorealisti italiani si riunivano solitamente in "circoli" per discutere i temi principali delle loro opere e della società in cui vivevano. Nell'immediato dopoguerra e negli anni precedenti alla ripresa economica del nostro Paese, Roma era diventata il fulcro di artisti di tutti i generi e, ovviamente, anche dei neorealisti. 
Questi personaggi erano soliti riunirsi in osterie e locali compresi nel triangolo tra Piazza di Spagna, via Margutta e via Ripetta; qui sorgevano osterie come l'Osteria dei Pittori (oggi diventata "Caffè dei Pittori", un bar in via Flaminia molto frequentato dagli studenti delle vicine facoltà di Architettura e Mediazione Linguistica), l'Osteria dei Fratelli Menghi o il bar Luxor (che in seguito sarebbe diventato il "Canova").


Alcuni artisti come Calvino hanno affermato di aver preso l'ispirazione per le loro storie proprio da discorsi e discussioni a cui avevano partecipato in questi locali nel centro di Roma, come per esempio Il Barone Rampante. Questi bar ed osterie erano frequentati da artisti di ogni genere; si andava dai pittori che inizialmente, non avendo soldi per pagare il conto, offrivano le proprie opere in cambio di una cena, ai registi come Fellini, Rossellini, Monicelli accompagnati da artisti del calibro di Anna Magnani.


Consiglio caldamente a tutti di visitare questi luoghi storici dove si respira ancora oggi quell'atmosfera allegra e piena di vita che li ha caratterizzati per molti anni.
Raggiungerli è molto semplice, basta prendere la linea delle Metro A, fermata Flaminio-Piazza del Popolo e godersi una bella passeggiata per le vie del centro.

giovedì 30 maggio 2013

Neorealismo

Oggi tratteremo un argomento un po' diverso dal solito, ma che fa comunque parte della cultura italiana: il neorealismo.
Forse, anzi senza alcun dubbio, molti di voi avranno letto o guardato in tv molte opere neorealiste senza sapere che queste facessero parte di questa corrente; infatti il neorealismo è una corrente artistica tipicamente italiana nata tra gli anni quaranta e cinquanta. A livello artistico gli artisti neorealisti si sono espressi prevalentemente attraverso la scrittura e il cinema, analizziamo adesso alcune opere neorealiste di entrambe le categorie.

Riguardo alla scrittura una delle opere più conosciute e famose è, senza dubbio, Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino del 1964; in questo libro infatti si notano i temi principali del neorealismo italiano come, per esempio, la necessità di distaccarsi dalla situazione politica contemporanea e di contribuire in una qualsiasi maniera a far sentire la voce del popolo a chi ricopriva le alte cariche politiche. Se ci soffermiamo sulla collocazione temporale di questo movimento, possiamo facilmente risalire alle motivazioni che hanno contribuito alla sua nascita, infatti negli anni quaranta in Italia imperava ancora il regime fascista e, soprattutto all'inizio del decennio, la popolazione si trovava a fare i conti anche con la guerra. È in questo contesto storico-culturale che gli artisti non si accontentano di rimanere nella loro alienazione dal mondo circostante, ma decidono di prendere parte alla battaglia e scendono in campo con le loro opere chiaramente a sostegno del popolo italiano messo in ginocchio da un ventennio di sofferenze. È così che gli artisti diventano i maggiori rappresentanti dell'antifascismo italiano e che danno voce alle masse durante gli ultimi anni della guerra, la resistenza e nei difficili anni successivi al secondo conflitto mondiale.

Per quanto concerne il cinema invece, il film più famoso credo sia Ladri di Biciclette di Vittorio De Sica del 1948, però è necessario precisare che gli esponenti della scrittura e del cinema neorealista non avevano modi simili di mandare il loro messaggio al pubblico e alle autorità; infatti, oltre all'evidente differenza del mezzo di comunicazione scelto, i registi preferivano far ragionare gli spettatori, ma come? Generalmente nei film neorealisti vengono rappresentate scene tratte dalla quotidianità che, però, nascondono un lato più drammatico; quindi i registi fanno la scelta di utilizzare ciò che agli altri artisti non interessa, vale a dire le cose ovvie, gli episodi che il popolo vive tutti i giorni che possono sembrare la "normalità", ma che invece devono far riflettere su cosa viene definito ormai normale, solo perché è stato imposto da un regime piuttosto che da un'ideologia forte.



martedì 21 maggio 2013

La cultura del caffè nell'Italia del 2013

Oggi quando diciamo ad un amico "andiamo a prenderci un caffè?" solitamente intendiamo passare del tempo insieme davanti ad una tazzina di caffè caldo parlando del più e del meno, raccontandoci cosa ci è successo negli ultimi giorni, ragionando su qualche nostro progetto, magari chiedendo un consiglio per qualcosa che riteniamo essere importante; potremmo dire che il caffè per noi è diventato una scusa per passare del tempo con qualcuno in maniera informale sia stando comodamente seduti al tavolo sia in piedi davanti al bancone del bar. Proprio quest'ultimo modo di consumare caffè ci rende diversi dalle altre culture, infatti molti popoli consumano caffè al giorno d'oggi, ma solitamente in altri Paesi è costume sedersi per bere un caffè, mentre noi italiani possiamo anche entrare in un bar, bere un caffè al bancone ed uscire in meno di cinque minuti per andare in ufficio o a prendere untreno. Un'altra occasione tipicamente italiana per bere un caffè è quando andiamo a fare visita ad un parente o un amico e la prima cosa che il padrone di casa ci dirà è sicuramente "ti offro un caffè?"; in questo senso caffè può essere inteso come sinonimo di cortesia, di accoglienza, infatti siamo soliti offrire caffè a chiunque varchi la soglia di casa, da un amico fraterno, a un conoscente fino al tecnico del frigorifero.Proprio la nostra passione per questa bevanda ha fatto sì che in quasi tutti i bar italiani ci sia una vastissima scelta di caffè. Infatti già quando andiamo a prenderci un espresso ci troviamo davanti un ventaglio di possibilità che vanno da quello classico, il tipico caffè italiano servito nella tazzina di ceramica, corto (al massimo 20/25 ml); a quello al vetro, e cioè un espresso servito in una tazzina di vetro con manico colitamente di acciaio; all'espresso doppio, ossia un caffè da 50 ml in una sola tazzina; al ristretto, vale a dire un caffè da meno di 25 ml; al caffè lungo, cioè superiore a 25 ml.

Oltre a queste varietà "semplici" ne esistono molte altre più elaborate che esamineremo nel dettaglio nei prossimi post.